
Una torre quadrata segna l’ingresso del pittoresco complesso di Villa Rufolo , risalente ai secoli XIII e XIV ma successivamente rimaneggiata, che mostra come in un un’epoca così avanzata fosse ancora diffusa nei centri della Costiera l’influenza islamica.
Storia:
La villa, costruita sopra un terrazzo dominante il golfo e resa profondamente suggestiva dalla vegetazione circostante, venne eretta nella seconda metà del sec. XIII dai Rufolo, la più cospicua famiglia di Ravello (un Landolfo Rufolo è ricordato da Boccaccio nel “Decamerone”, II. 4), dai quali passò ai Confalone e poi ai d’Afflitto; venduta nel 1851 allo scozzese Francis Neville Reid, fu da questi in parte restaurata, con l’intervento di Michele Ruggiero che le conferì l’aspetto odierno di giardino romantico.
L’interno:
Per un’arcata ogivale si entra nel vestibolo della torre d’ingresso (inizi sec. XIV), decorato di archetti intrecciati nella volta e alle pareti e con, agli angoli, quattro statue calcaree. Si percorre un vialetto ombreggiato da grandi cipressi e rampicanti giungendo davanti al palazzo. A destra si apre il cortile quadrato simile ad un chiostro, dalle pareti altissime a due ordini di logge su colonnine (un lato e parte di un altro sono di restauro) e con ricca decorazione a incrostazioni policrome, un prodigio di leggiadria e di effetto straordinariamente pittoresco.Del palazzo si visitano la Sala d’aspetto, il salone, la cappella, la torre maggiore.
Tutt’intorno si estende il giardino, ricco di piante esotiche, pini e cipressi, che fa da superbo sfondo alle romantiche rovine e che a Richard Wagner (26 maggio 1880) parve realizzasse il sogno del magico giardino di Klingsor nel “Parsifal” (d’estate vi si tengono concerti wagneriani): dalla terrazza si gode di una splendida vista sul mare fino a capo d’Orso.