
Il Palazzo Ducale è uno dei tanti simboli della città di Venezia. Fu eretto presumibilmente nei secoli X e XI sulla base di un nucleo centrale fortificato costituito da un corpo centrale e da torri angolari; attorno a tale nucleo si sviluppò quello che è uno dei capolavori del gotico veneziano. La prima grande ristrutturazione, che trasformò la fortezza originaria in un elegante palazzo privo di fortificazioni, fu operata nel XII secolo dal Doge Sebastiano Ziani. Sotto il dogado di Bartolomeo Gradenigo (1339 – 1343), il palazzo cominciò ad assumere la forma attuale. Un'aggiunta importante (la Porta della Carta, su progetto degli architetti Giovanni e Bartolomeo Bon (gli autori della Ca' d'Oro) fu terminata nel 1442. La parte interna (cioè quella sul lato del rio di Palazzo che termina col Ponte della Paglia, che ospita gli appartamenti del Doge), fu edificata dopo il grande incendio del 1483 su progetto dell'architetto Antonio Rizzo. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, il Palazzo non venne più utilizzato come sede del principe e delle magistrature ma fu adibito a sede di uffici amministrativi. Le prigioni, denominate "i Piombi", conservarono la loro funzione. Dopo l'annessione di Venezia al Regno d'Italia il Palazzo subì cospicui restauri e nel 1923 venne destinato a museo, quale è tuttora.