
Il Duomo o Chiesa Collegiata sorge sul lato ovest dell’omonima piazza, monumento insigne dell’architettura romanica in Toscana. La Basilica può considerarsi un tempio di fede e di arte: è infatti per devozione o per ex-voto che alcune delle opere, tuttora presenti nella chiesa o da qui trasferite nei musei della città, sono state finanziate e create. Tutti i testamenti di personaggi illustri o di semplici fedeli, conservati negli archivi, riportano i segni di questa Pietà: altari, cappelle, fregi, affreschi e dipinti commissionati agli artisti più celebri di ogni tempo dai responsabili della Opera del Duomo, dagli amministratori pubblici e dai privati, hanno contribuito a rendere questa Chiesa bella e ricca di testimonianze. Semplice Pieve sorta intorno al loco, fu nel 1056 dal papa Vittore II° trasformata in Propositura. Il Papa Eugenio III la consacrò Collegiata nel 1148. Iniziarono già nel 1238 i lavori di ampliamento e di abbellimento, a cui parteciparono gli artisti più famosi per tutto il '600. Dal pulpito di questa Chiesa predicarono Canonici, frati francescani e cappuccini, domenicani e agostiniani; dallo stesso pulpito predicò Girolamo Savonarola. Al suo interno troviamo dei bellissimi affreschi: lungo la parete di sinistra "Storie del Vecchio Testamento" di Bartolo di Fredi, sulla parete di sinistra troviamo invece affrescata tutta la storia del "Nuovo Testamento" attribuita a Barnaba da Siena. All’ingresso nella navata centrale troviamo le due celebri statue lignee di Jacopo della Quercia poste ai lati dell' affresco "Martirio di San Sebastiano" di Benozzo Gozzoli. Nella parete superiore della navata centrale, frà le due porte di ingresso e nelle due prime arcate di destra e sinistra ci sono gli affreschi di Taddeo di Bartolo raffiguranti il Giudizio Universale. Nella navata di destra, ai piedi del transetto, si apre la famosa Cappella di Santa Fina del 1468, tesoro di maggior pregio del Duomo, con i suoi affreschi di Domenico Ghirlandaio raffiguranti S. Gregorio che annuncia a S. Fina la sua morte prossima e le esequie della santa, e l’elegante altare di Benedetto da Majano .