
Nella travagliata storia della Cappella di San Brizio sono transitati alcuni dei migliori artisti italiani del XV secolo. Nel 1447 era stato chiamato il Beato Angelico, i cui lavori però andarano un po' troppo a rilento. Fu quindi affiancato da giovani artisti, tra i quali Benozzo Gozzoli, ma anche con questo i rapporti si interruppero nel giro di pochi mesi. Nel 1500 fu finalmente raggiunto un accordo con Luca Signorelli. Costruita tra il 1406 e il 1444, la cappella si apre sul braccio destro del transetto del Duomo, laddove prima vi erano la sagrestia ed una cappellina semicilindrica appartenente alla famiglia dei Monaldeschi. Sorge in corrispondenza della Cappella del SS. Corporale, precedentemente eretta nel 1350 per custodire la reliquia del miracolo di Bolsena. Due dei quattro spicchi delle volte e le decorazioni dei costoloni e delle fasce laterali sono stati eseguiti dal Beato Angelico, affiancato da Benozzo Gozzoli e Pietro di Nicola Baroni. Luca Signorelli completò l'opera, lavorando cinque anni, dal 1499 al 1504. La Cappela di San Brizio, o Cappella Nova, fu realizzata in un'epoca di profondi mutamenti sia artistici che politici. Luca Signorelli fu allievo di Piero della Francesca e si affermò per la sua bravura, ma anche per l'uso della prospettiva e l'attenzione per l'anatomia tipica dell'artista rinascimentale. Proprio ad Orvieto ha compiuto l'opera che l'ha reso celebre. Si tratta del ciclo di affreschi dedicati al tema dell'Apocalisse e del Giudizio Universale: le "Storie dell'Anticristo", il "Finimondo", la "Resurrezione della carne", i "Dannati", gli "Eletti", il "Paradiso" e "L'Inferno". Nel 1579 vi fu collocata all'interno della cappella una statua marmorea, della "Pietà" dello Scalza, oggi non più presente. I lavori di abbellimento e arredo non erano ancora terminati. Nel Settecento venne creato l'altare della Gloria, opera tardo-barocca di Bernardino Cametti che prese il posto del tabernacolo dell'Assunta. Dalla metà del XIX secolo si sono succeduti numerosi interventi di restauro che sono culminati, in questi ultimi anni, nella creazione di un nuovo sistema di illuminazione diffusa dal basso.