
Un ambiente naturale decisamente "caratterizzante" l'area sorrentina sono i celebri limoneti.
Il limone di Sorrento appartiene alla specie colitivata “Ovale di Sorrento” , meglio conosciuta come “Femminello”. Questo frutto pesa almeno 85 grammi, è ellittico nella forma, ha un forte profumo ed è molto succoso. La parte gialla della buccia è ricca di olii essenziali ed il succo del frutto è una combinazione, immediatamente riconoscibile, di zucchero ed acido citrico. Nel 2000, il “Femminello” ha ricevuto il riconoscimento "Indicazione Geografica Protetta" (PGI) dall’ Unione Europea. Questo riconoscimento protegge la specie e definisce l’area dove il limone può essere coltivato, come la Penisola Sorrentina e l’Isola di Capri. Il marchio PGI richiede anche che la coltivazione sia portata avanti in un modo specifico, sotto le “pagliarelle”, che proteggono il frutto dalla salsedine nell’aria, dai cali di temperatura e dai ritardi nella maturazione (che sono tipici dei limoni). I limoni fioriscono più volte: in Ottobre, il primo frutto (“primofiore”) dà i limoni più succosi; in Marzo maturano i “bianchetti”; ed in Giugno i “verdelli”.
A causa della loro bellezza colma di sole, i limoni furono usati inizialmente come piante decorative e addirittura celebrati in "rawdija" (un genere di poesia araba). Furono gli Arabi tra l’altro che scoprirono le proprietà curative degli olii essenziali e dei succhi estratti dalla scorza, fiori e frutti del "laymun" (limone), "narang" (agrumi), "‘utrug" (cedro) e così via. Anche la distillazione di "al-kuhul" (alcol) tramite l’ "al-inbiq" (alambicco) è parte della farmacopea Araba. L’aggiunta di erbe aromatiche all’alcool produce "al-iksir" (elisir), che, per secoli furono vitali per medici, chimici e nei monasteri. Qualche volta nel XV o XVI secolo, i monaci iniziarono a combinare alcool profumati con sciroppi dolci, dando così inizio all’era dei liquori e dei rosoli (liquori dolci). Sarà invece sempre un mistero se fu un monaco o una capace massaia che per prima “macerò” scorze di limone nell’alcool e nello sciroppo di zucchero, ma il risultato, “limoncello” o “limonillo” nel dialetto di Sorrento, è ora un
tipico prodotto locale.