
Alla fine di via Condotti si apre la famosa Piazza di Spagna, uno degli ambienti più celebri e suggestivi di Roma. Nota fino al XVII secolo come Platea Trinitatis per la Chiesa della Trinità dei Monti che la domina, venne chiamata piazza di Spagna per la presenza della residenza dell'ambasciatore spagnolo, mentre la parte verso via del Babuino fu denominata piazza di Francia. Così diventò il polo di attenzione delle due potenze e nel XVI secolo iniziò a rappresentare il fulcro della vita culturale e turistica della città. Gli artisti e i letterati che soggiornavano a Roma amavano trascorrervi parte del loro tempo. Vi sorsero alberghi e locande e durante l'Ottocento si moltiplicarono gli antiquari e i fotografi. Gli edifici, un tempo non più alti di due piani, furono alzati nei secoli XIX e XX, ma la fisionomia della piazza è sostanzialmente rimasta quella del Seicento e del Settecento. Elemento caratterizzante e dominante è la scenografica Scalinata della Trinità dei Monti di epoca barocca. Già nel XVI secolo, un diplomatico francese, Stefano Gouffier, aveva destinato un lascito per costruirla, ma essa venne realizzata solo nel 1723-26, per volontà di Innocenzo XIII, da Francesco De Sanctis, che vinse una gara tra artisti. La scala rappresentò una soluzione al forte dislivello della piazza, prendendo il posto dei sentieri alberati che raggiungevano il Pincio.